RUGBY A 7

Dèi degli stadi, veri paraurti umani

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Più veloce, più faticoso, più fisico e spettacolare... Questo “cugino” del forse più tradizionale rugby a 15 ha tutte le qualità per tenergli testa.

Corrono, si scontrano, cadono, si rialzano e ricominciano a correre. Brutale e bestiale, il rugby a sette è forse lo sport più prostrante che esista. Perché? Perché l’area di gioco è la stessa della versione a 15, ma ogni squadra può contare solo su 7 giocatori, che devono correre ancor di più per attraversare il campo. Inutile dire che i polmoni e i muscoli possono velocemente risentire di questo gioco. Per fortuna i due tempi sono ridotti a sette minuti ciascuno.
I ritmi del gioco sono molto più veloci di quelli del rugby tradizionale, grazie alle mischie e alle rimesse laterali con meno giocatori e ai tap penalty. La trasformazione di una meta può avvenire solo con un calcio in drop, mai con un calcio piazzato. Tutte queste modifiche hanno un solo obiettivo: rendere il rugby a sette più dinamico, senza troppe interruzioni. Ne risulta un gioco decisamente imprevedibile. Possono ambire alla vittoria solo le squadre con un vero spirito di competizione, riluttanti alla pressione che incalza all’incedere delle lancette. Perché persino in un gioco tanto fisico quanto il rugby a sette è sempre la testa che fa la differenza!
 

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