Aria
Fuoco

Al Posto Di Guida Per 25 Anni
Nel 2010, TAG Heuer celebra un secondo anniversario: i 25 anni di proficua collaborazione con l'iconico marchio McLaren.
L'anniversario di una collaborazione perfetta
Dal 1985, tutte le auto di F1 McLaren sono equipaggiate con sistemi di cronometraggio TAG Heuer. Non è una coincidenza che in quegli anni, McLaren, sotto la guida di Ron Dennis, abbia vinto il Campionato Mondiale Piloti per nove volte. Tutti i piloti vincitori sono stati ambasciatori di TAG Heuer.
Alimentare l'ingegno
Dennis è un personaggio brillante, un vero e proprio genio.
Per oltre tre decenni, un uomo incredibile - Ron Dennis - consente alle auto di F1 McLaren di conquistare posizioni di tutto rispetto. Lo fa grazie a piloti come Lauda e Senna e grazie ad auto strepitose, come la MP4/1 e la sua struttura in fibre di carbonio.
Dennis è un personaggio brillante, un vero e proprio genio. Nel 1995, all'età di soli dieci anni, Lewis Hamilton chiede a Ron di firmargli un autografo e gli dice che un giorno, vorrebbe correre per lui. Tre anni dopo, Ron lo mette sotto contratto. Il resto è storia.
I tempi in pista di McLaren sono strepitosi, così come i record ottenuti da TAG Heuer nella sponsorizzazione dei piloti. Le due squadre sono in perfetta armonia. Da Fangio, agli inizi della F1, a Hamilton - ambasciatore del marchio dall'età di diciotto anni - TAG Heuer non ha mai mancato di offrire il suo sostegno ai grandi piloti automobilistici.
Come padre e figlio, con grandi ambizioni
“Dare sempre il meglio”.
Ron Dennis è consapevole del valore di Hamilton e lo tratta come un figlio. Durante il Grand Prix del Brasile, la gara che sancisce Hamilton Campione del Mondo 2008, Ron non riesce a stare fermo. In quel giorno, Lewis adempie alla promessa fatta.
"È stata una gara dura" dichiara Ron. "Con uno dei finali più eccitanti della storia dello sport. Sono davvero orgoglioso di Lewis". La scuderia McLaren ha tenuto a battesimo sette campioni di F1, ma Hamilton è senza dubbio il più giovane.
"Dare sempre il meglio" è il motto di McLaren e uno dei pilastri della filosofia TAG Heuer. Queste parole definiscono alla perfezione lo spirito che ha portato la Maison a creare il TAG Heuer SLR Laptimer, dimostrando che tecnologie d'avanguardia e design esclusivo continuano a essere l'essenza delle corse automobilistiche e dell'orologeria.
Celebrazioni di classe
Tutti gli occhi puntati addosso.
TAG Heuer e McLaren hanno festeggiato i venticinque anni di collaborazione presso il McLaren Technology Centre. Chi avrebbe potuto dare il via ai festeggiamenti se non il loro giovane pupillo? Lewis Hamilton è arrivato al volante della McLaren MP4-2C del 1996 che Alain Prost portò alla vittoria.
L'anniversario è stato l'occasione ideale per congratularsi per i rispettivi traguardi raggiunti, festeggiare la vittoria di McLaren nel Campionato del Mondo Piloti e Costruttori, accogliere la nuova auto sportiva Mercedes-Benz SLR McLaren e ammirare gli straordinari cronometri TAG Heuer e lo splendido TAG Heuer SLR Laptimer.
L'anniversario è stato anche l'occasione per guardare al futuro. L'appartenenza al team McLaren degli ultimi due campioni del mondo ha fatto in modo che la scuderia fosse sotto tutti i riflettori. TAG Heuer e McLaren hanno deciso di rinnovare la loro collaborazione. Signore e signori, brindiamo ai prossimi venticinque anni.

TAG Heuer FORMULA 1
Nata dalla partnership tra TAG Heuer e McLaren Formula 1, la serie TAG Heuer Formula 1 si contraddistingue per lo stile esclusivo e l’eccezionale affidabilità. Ispirati alla tecnologia e alle incredibili prestazioni delle automobili di F1, i modelli di questa linea sono tutti dotati delle 6 caratteristiche fondamentali dei segnatempo sportivi professionali. Indossato da piloti come Senna ed Hamilton, il Formula 1 è da sempre l’orologio dei grandi campioni.
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L'orologio sportivo e casual ispirato alla Formula 1
L’elevata tecnologia che contraddistingue le perfette prestazioni di questo modello si ispira direttamente all’EQUIPE MCLAREN FORMULA I. Il modello TAG Heuer Formula 1 è diventato l’orologio di grandi campioni come LOUIS HAMILTON e Jenson Button, entrambi attratti dalla passione per l’eccellenza che da sempre guida TAG Heuer. Un’eccellenza decisamente raggiunta, grazie alla straordinaria ceramica sviluppata appositamente per la LINEA F I DONNA.

Carrera Panamericana – La Più Grande Corsa Automobilistica Su Strada | Ta
Anno: 1950. Mese: maggio. Luogo: Ciudad Juarez sulla frontiera tra Texas e Messico. I piloti si preparano a sfrecciare sulla nuova strada panamericana.
I piloti attendono di partire con le loro maestose automobili.
Sulla linea di partenza sono presenti 132 piloti: uomini ricchi, padri di famiglia e persino uno strano tassista messicano. Sono tutti pronti ad affrontare le 2.167 miglia della nuova strada che attraversa il Messico, da Chihuahua al Guatemala.
Alta società contro gente comune
Rischi, altitudini e velocità elevate non sempre seguite da grandi scommesse.
La corsa offre grandi opportunità. I super ricchi possono testare i limiti delle loro prestigiose auto sportive, mentre i ragazzi comuni hanno la possibilità di giocare ai playboy con auto recuperate dai garage per l'occasione. Rischi, altitudini e velocità elevate non sempre seguiti da grandi scommesse.
Il primo vincitore è Hershel McGriff con una Oldsmobile 88 cui non è stata apportata alcuna modifica tecnica. L'audace Mr McGriff vince il primo premio di $17.000, una cifra che supera di gran lunga i $1.900 spesi per l'acquisto dell'auto.
La prima edizione della corsa conquista il mondo intero. Gli effetti sono globali e immediati. I grandi nomi dell'automobilismo mondiale vogliono prendere parte alla Carrera Panamericana.
Grandi nomi come Ferrari sulle strade del Messico
Piume, becco e sangue di un avvoltoio massacrato.
La fama della corsa si diffonde così rapidamente che nel 1951, Ferrari decide di partecipare con diverse auto. Nonostante non rispettino le caratteristiche previste, le auto italiane sono comunque ammesse. L'evento si conclude tragicamente. Il pilota messicano Jose Estrada dichiara: "o vinco o muoio". Muore.
Mentre Ferrari conquista le prime due posizioni, Bill Stirling di El Paso si aggiudica il terzo posto con la sua Chrysler Saratoga. L'uomo comune è ancora sul podio. L'anno successivo, la Mercedes 300SL deve ripulire l'auto da piume, becco e sangue di un avvoltoio schiantatosi sul parabrezza.
Nel 1953, Lancia si aggiudica la vittoria per le auto sportive, mentre la categoria auto da esposizione vede come vincitrice una Lincoln. La Carrera diventa il terreno di battaglia di squadre guidate da una passione sfrenata per la velocità e da poche regole di sicurezza. La velocità media è raddoppiata e le vittime sono già 27. Nel 1955, il dramma di Le Mans mette fine alla Carrera Panamericana.
La Carrera Panamericana è morta. Lunga vita alla Carrera Panamericana
Grasso, velocità e tempo sono rispettivamente il principio, la chiave e l'essenza.
Nonostante la bandiera rossa, la Carrera Panamericana continua ad alimentare l'immaginario collettivo. Nel 1963, TAG Heuer immortala la corsa automobilistica in un raffinato segnatempo destinato a diventare un grande classico, il Cronografo Carrera. Porsche battezza una nuova versione della celebre 911 con il nome Carrera. Nel 2009, segue la quattroporte Panamera.
Nel 1988, i motori tornano a rombare. Dedicata alle auto d'epoca, la corsa celebra i suoi giorni di gloria. La mitica Studebaker firmata Raymond Loewy si aggiudica le prime 13 vittorie della nuova edizione. Grasso, velocità e tempo sono rispettivamente il principio, la chiave e l'essenza.
Salute e sicurezza diventano le nuove priorità, ma i pericoli rimangono. Nel 2006, un pilota di 19 anni perde il controllo della sua Jaguar E Roadster e finisce in un bosco, entrando in coma. E mentre le potenti GM e Chrysler si avvicinano al fallimento, le loro mitiche auto rivivono nel ricordo della Carrera Panamericana.

CARRERA
Progettato originariamente da Jack Heuer in omaggio alla leggendaria Carrera Panamericana Mexico, il Carrera incarna perfettamente lo spirito vibrante dei "gentlemen drivers" che vi partecipavano. Reinventato e reinterpretato più volte, l'elegante cronografo Carrera rimane una leggenda moderna.
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L'orologio sportivo contemporaneo dedicato alle corse automobilistiche
Nel 1963, Jack Heuer crea il primo segnatempo Carrera per rendere omaggio alla leggendaria corsa automobilistica messicana Carrera Panamericana. I modelli Carrera proseguono ancora oggi il loro mitico viaggio grazie alla star internazionale Leonardo DiCaprio e al Calibre 360, dotato di uno straordinario movimento realizzato grazie a tecnologie di punta elaborate dai laboratori TAG Heuer.

Il Re Del Sangue Freddo Al Volante
Quando pensiamo a un inseguimento d'auto, pensiamo subito a Steve McQueen. Amava l'alta velocità e le corse automobilistiche e ha portato questa sua passione sul grande schermo.
La star più trendy di Hollywood a LeMans
È l'estate del 1970 e la corsa di Le Mans è alle porte. Il caldo torrido impervia sulla pista e sugli addetti ai lavori. Tra il pubblico, si mormora che una delle star americane più in voga del momento intende filmare l'evento. Per la prima volta, Hollywood cattura il fascino e l'audacia di questa grande corsa.
Velocità: la passione di una vita
"Non so se sono un attore che fa il pilota o viceversa".
McQueen trascorre l'infanzia a Indianapolis, dove il padre lavora come pilota acrobatico. Le corse e le auto sono nel suo DNA. Da ragazzo colleziona coprimozzi e il suo grande sogno è partecipare alla corsa di Le Mans. La strada è lunga, ma il sogno si avvera e il mito diventa leggenda.
La velocità ce l'ha nel sangue ed è con le moto che avviene il suo battesimo. La sfavillante carriera di attore lo porta a cercare nuove emozioni: cosa c'è di meglio delle corse d'auto? Si allena con i migliori - personaggi come John Cooper e Richie Ginther - e scopre di essere un pilota nato.
"Non so se sono un attore che fa il pilota o viceversa" ha detto un giorno. Di sicuro, è stato strepitoso in entrambe le vesti. Certo, ci vuole fegato per correre. E ce ne vuole ancora di più per farlo con un piede rotto arrivando secondi, come nella 12 ore di Sebring. Ma Sebring è stato solo un anticipo del grande evento.
Il più grande attore e la più grande corsa d'auto
Il film racconta della rivalità tra due uomini
Un uomo di ferro: niente era mai troppo per l'ex-marine. Quando si annoiava, faceva acrobazie per divertirsi. Non partecipa a Le Mans solo perché i suoi assicuratori lo dissuadono. Non partecipa, ma crea un mito.
L'evento è unico. Per 24 ore, le grandi leggende dei motori si sfidano nel celebre circuito, infiammano la pista, fanno rifornimento, cambiano i piloti. La tensione è alle stelle, il sostegno dei fan è immenso. Da sempre, McQueen sogna di immortalare questa corsa epica e il sogno diventa realtà.
Il film racconta della rivalità tra due uomini, McQueen nei panni di Delaney e Stahler, e di due grandi case costruttrici, Porsche e Ferrari. Le sequenze alternano realtà e finzione, tenendo alti i livelli di adrenalina. McQueen rende così immortale lo spirito di Le Mans, insieme all'odore della gomma e del fumo.
La leggenda continua
Con gli anni, si sa, le cose migliorano davvero.
A metà della corsa, Delaney si schianta. L'incidente è talmente reale da far venire i brividi. Finirà così il sogno del nostro eroe? No davvero. Al volante di un'altra auto, rientra ai box Ferrari. Avrebbe potuto arrivare primo, ma si sacrifica per la vittoria della sua squadra. Da vero eroe.
Le Mans è stato il film dei primati: il primo - per molti l'unico - ad aver colto l'essenza delle corse automobilistiche e il primo basato su sequenze di una corsa vera con auto davvero strepitose. Tra le tante, la Porsche 908/2 che McQueen guidò a Sebring: ancora una volta, realtà e finzione si mescolano.
Il film risale a 40 anni fa, ma come accade con il vino, alcune cose con il tempo migliorano. Le Mans è un film cult, proprio come l'orologio Monaco, indossato da McQueen e diventato un eroe, come l'attore. Con gli anni, si sa, le cose migliorano davvero.

MONACO
Indossato dal mitico Steve McQueen nel film hollywoodiano “Le Mans”, il primo cronografo automatico al mondo continua a fare tendenza. Caratterizzato da un’audace cassa di forma quadrata e da una tecnologia d’avanguardia, il Monaco è un vero classico dall’allure contemporanea.
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La leggendaria incarnazione del mondo delle corse automobilistiche
Nel 1969, con il lancio del primo cronografo automatico, TAG Heuer decide di rompere con le tradizioni e di realizzare la prima cassa quadrata impermeabile. Al polso del mitico Steve McQueen nel film “Le Mans” del 1970, il Monaco diventa subito una leggenda. Ancora oggi, TAG Heuer continua a infrangere le regole con il rivoluzionario Monaco V4, il primo segnatempo al mondo con cinghie di trasmissione.

Un Legame Storico Con Le Corse Automobilistiche
Jack Heuer ha ereditato il gene della passione per l'innovazione e per lo sport. I legami creati con squadre e piloti leggendari hanno trasformato TAG Heuer e le corse automobilistiche in un perfetto esempio di sinonimia.
Una vita tra i grandi miti dell'automobilismo
Skiing was Jack’s first passion, but then a classic sportscar stole his heart. Through his enduring love of motor racing, Jack has sponsored some of the greatest names in the business. In doing so, he has made TAG Heuer timekeeper to the racing world.
Dagli sci ai motori
Per lui "la velocità è una questione di atteggiamento".
Jack faceva parte della squadra universitaria di sci svizzera. Il pallino delle corse compare quando, per la laurea, il padre gli regala un'auto sportiva MGA e inizia a partecipare ai rally come copilota. Egli sostiene che "la velocità è una questione di atteggiamento". Il passaggio dagli sci ai motori è chiaramente avvenuto senza traumi.
Jack e il leggendario Jo Siffert diventano grandi amici. Ride mentre descrive come Siffert , un giorno, lo accompagnò a Ginevra: nonostante il manto di neve, Jo affrontò la strada come se fosse un circuito. L'auto slittò e sbandò in modo pauroso, ma riuscirono ad arrivare... in orario!
Nel 1969, Heuer inizia a sponsorizzare Siffert. Un passo innovativo, che nessuna maison orologiera ha mai fatto prima. Una decisione importante, destinata a gettare le basi della fama vantata oggi da Heuer nel mondo delle corse automobilistiche.
La Ferrari di nuovo in pole position
Il logo Heuer appare su tutte le auto della scuderia Ferrari.
La morte di Siffert nel 1971 sconvolge la vita di Jack, ma il legame con il mondo dell'automobilismo deve rimanere ben saldo. Lo stesso anno, il team Ferrari naviga in cattive acque e chiede aiuto a Jack. Grazie ai sofisticati contatori TAG Heuer, i piloti possono controllare ogni secondo delle loro prestazioni.
Il rigore dei test è ben presto ripagato. La Ferrari torna in pole position e Niki Lauda conquista il titolo di campione del mondo. I nuovi cronometri sono la salvezza del team Ferrari. Il logo Heuer appare su tutte le auto della scuderia e su tutte le tute dei piloti, incluse quelle di celebrità come Regazzoni, Villeneuve e Reutemann.
Tra i nomi legati a Heuer, occorre ricordare Jacky Ickx: Jack, infatti, decide di dare il nome del pilota a una sveglia con la stessa forma del suo casco. Le vendite vanno bene e Ickx riceve delle royalty importanti. Jack sorride mentre ricorda gli altri piloti che suonarono alla sua porta, chiedendogli di ispirarsi ai loro caschi per dei nuovi segnatempo.
Al passo con i tempi
"La gente ama indossare orologi riconoscibili a colpo d'occhio".
Nonostante la sua presenza costante sui circuiti automobilistici, Jack vanta una vita da inventore costellata di successi. Tra gli esempi più significativi, spicca la linea di cronografi automatici. Uno di questi, il Monaco, rompe con le tradizioni, essendo dotato della prima cassa quadrata impermeabile.
Il particolare design lo trasforma in un modello bramato dai trendsetter. Quando Steve McQueen ne indossa un esemplare in Le Mans, la sua immagine da ribelle lo trasforma in un must-have mondiale. Gli esemplari realizzati in seguito sono venduti nel giro di un anno. "La gente ama indossare orologi riconoscibili a colpo d'occhio". Il Monaco è uno di questi.
In qualità di esponente della quarta generazione degli Heuer, Jack riesce ad essere tanto innovativo quanto la tecnologia 4G. Alcuni dilapidano in poco tempo l'eredità ricevuta, altri seguono la strada del risparmio. Quando, invece, è lo spirito d'avventura a guidarti, come nel caso di Jack, il patrimonio continua ad arricchirsi.

GRAND CARRERA
Ispirata all’originale modello Carrera del 1964 e fedele alla storica passione della Maison per le corse automobilistiche, la collezione Grand CARRERA reinterpreta in chiave moderna un grande classico della tradizione TAG Heuer. Raffinatezza, precisione, innovazione, semplicità d’uso e lo straordinario Rotating System, di cui è dotato soltanto il Grand GARRERA, sono le caratteristiche principali dei modelli di questa linea, nata da anni di ricerca e di sviluppo.
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Una splendida collezione di alta gamma e all’avanguardia, ispirata allo straordinario mondo delle corse automobilistiche
In seguito al lancio del Mikrograph nel 1916, il primo cronografo meccanico al mondo con precisione di lettura a 1/100 di secondo, TAG Heuer ha proseguito la sua ricerca della massima precisione fino ad oggi, con la creazione del Grand CARRERA. Ispirato alle auto da corsa GT, come tutti i modelli della linea, il Grand Carrera Calibre 36 RS esprime alla perfezione la passione della Maison per l’alta orologeria, una passione confermata anche dal nuovo e rivoluzionario Grand Carrera Pendulum.

Una Precisione Dal Volto Umano
Tutto ruota attorno all'innovazione e la pionieristica équipe di orologiai TAG Heuer continua a stupire: le invenzioni di oggi saranno i segnatempo di domani.
I migliori segnatempo
Per oltre quattro decenni, Jean Campiche guida TAG Heuer con grande determinazione affinché diventi il cronometrista sportivo numero uno. Ex-campione mondiale di motociclismo, Campiche gira tutto il mondo per creare e migliorare cronometri ormai divenuti estremamente precisi.
Un grande successo al primo tentativo
Iniziano sei anni di carriera nel mondo del motociclismo mondiale.
Jean decide di studiare ingegneria elettronica, ma dentro di lui giace lo spirito del pilota. Fuori dalla biblioteca, i suoi pensieri volano alla sua grande passione, il motociclismo. I suoi genitori non condividono i suoi sogni, ma lui è determinato e cerca di convincerli dozzine di volte.
Prima di terminare gli studi, gli concedono di partecipare al Campionato Svizzero, ma siccome la Svizzera vieta le gare in circuito, la corsa si svolge in Francia. Jean decide di andarci e gli sforzi sono ripagati dalla vittoria della sua prima gara. Dopo la laurea, iniziano sei anni di carriera nel mondo del motociclismo mondiale.
All'epoca, non esistevano gli sponsor. I più fortunati potevano ricevere in regalo delle gomme o dell'olio. Di certo, le corse non bastavano per vivere e Jean decide di abbandonare tutto. Nel 1972, trova il lavoro dei sogni.
Il pianista della Formula Uno
Jean diventa così cronometrista ufficiale di TAG Heuer per Ferrari.
In un quotidiano locale, trova un annuncio pubblicato da TAG Heuer, alla ricerca di un ingegnere con qualità eccezionali nell'ambito delle PR e interessato a lavorare con una 'prestigiosa casa automobilistica italiana'. Leggendo tra le righe, Jean si rende conto che si tratta di Ferrari e decide di cogliere al volo l'opportunità di lavorare con la scuderia di Enzo Ferrari.
Jean diventa così il cronometrista ufficiale di TAG Heuer per Ferrari e si occupa di equipaggiare il circuito di Fiorano, utilizzato per i test in pista. Sono gli anni di Lauda, Ickx e Regazzoni, ma sono anche gli anni che precedono l'era dei computer. La cronometria ufficiale è spesso inaffidabile e per una maggiore sicurezza, ogni team dispone di un cronometrista privato.
Campiche sviluppa un dispositivo chiamato 'Centigraph Le Mans'. Dotato di 15 pulsanti, consente di seguire 15 veicoli. Le auto sfrecciano a 300 km/h e le dita di Jean devono muoversi alla velocità della luce per premere in tempo il pulsante giusto. Per questa ragione, viene soprannominato 'Il pianista'.
Tragedie e trionfi
"Fare il cronometrista regala grandi emozioni" dichiara Jean.
I transponder sulle auto e i sensori sulla pista costituiscono un ulteriore passo avanti per individuare le false partenze, ma alcuni team manager si ostinano a negare l'evidenza. Jean sorride quando racconta di come le sequenze video realizzate a bordo delle auto gli abbiano dato ragione, smentendo e deludendo i manager.
"Fare il cronometrista regala grandi emozioni" dichiara Jean, aggiungendo: "Ecco perché ho tutti i capelli bianchi". Dopo la morte di Ayrton Senna, vorrebbe abbandonare tutto ma dimenticare la sua passione è impossibile. Ogni volta che parla di TAG Heuer e del suo ruolo di cronometrista per la F1 e per i Campionati del Mondo di Sci Alpino, traspare un grande senso di orgoglio.
Il traguardo più importante lo raggiunge quando cronometra la Indy Racing League con una precisione di lettura di 1/10.000 di secondo, una minuscola frazione di tempo che si traduce in una distanza di 10 mm tra auto con una velocità di 360 km/h. Rispetto ai primi anni in Formula Uno, è evidente come Jean abbia davvero perfezionato la tecnologia TAG Heuer.

TAG Heuer FORMULA 1
Nata dalla partnership tra TAG Heuer e McLaren Formula 1, la serie TAG Heuer Formula 1 si contraddistingue per lo stile esclusivo e l’eccezionale affidabilità. Ispirati alla tecnologia e alle incredibili prestazioni delle automobili di F1, i modelli di questa linea sono tutti dotati delle 6 caratteristiche fondamentali dei segnatempo sportivi professionali. Indossato da piloti come Senna ed Hamilton, il Formula 1 è da sempre l’orologio dei grandi campioni.
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L'orologio sportivo e casual ispirato alla Formula 1
L’elevata tecnologia che contraddistingue le perfette prestazioni di questo modello si ispira direttamente all’EQUIPE MCLAREN FORMULA I. Il modello TAG Heuer Formula 1 è diventato l’orologio di grandi campioni come LOUIS HAMILTON e Jenson Button, entrambi attratti dalla passione per l’eccellenza che da sempre guida TAG Heuer. Un’eccellenza decisamente raggiunta, grazie alla straordinaria ceramica sviluppata appositamente per la LINEA F I DONNA.

Aria

TAG Heuer Nello Spazio
Il 22 febbraio 1962, John Glenn porta a termine la prima missione americana nello spazio, orbitando tre volte attorno alla Terra con la navicella spaziale Friendship 7.
Un orologio degno di un giallo
Questa storia appare come un vero e proprio giallo, dove un detective arguto scopre l'elemento che conduce a una grande scoperta. In realtà, il detective è un appassionato di orologi in vacanza e non ci sono crimini da risolvere, ma il suo contributo segna una svolta importante nella storia dell'orologeria.
Il primo americano a orbitare attorno alla Terra
Nessun essere umano ha mai orbitato attorno alla Terra, solo uno scimpanzè.
Torniamo al 22 febbraio 1962. I russi sono in testa alla corsa allo spazio e gli americani sono determinati a raggiungerli. Per tre anni, lavorano sul programma Mercury Space, testando accuratamente la navicella spaziale e la strumentazione di bordo.
Nessun essere umano ha mai orbitato attorno alla Terra, solo uno scimpanzè. Nessuno conosce gli effetti sul corpo umano di una forza di gravità due volte superiore a quella normale. Non ci sono margini di errore. Se qualcosa va male, l'astronauta può morire.
La navicella spaziale è angusta: lo spazio a disposizione è a malapena sufficiente per ospitare una persona. Alla NASA scherzano dicendo che occorre indossarla, non condurla. Solo un eroe avrebbe potuto accettare di "indossarla" a una velocità di quasi 500 km al minuto, a 260 km di distanza dalla Terra.
Ricevuto. Orologio di riserva attivato.
Appena sopra il guanto destro c'è un cronometro.
Una fotografia in bianco e nero mostra tre uomini diretti verso la Friendship 7: guardano in basso, evitando l'obiettivo. Sono seri: l'evento è troppo importante per sorridere. Sulla destra, il tecnico specializzato; dietro, il chirurgo degli astronauti; sulla sinistra, John Glenn, pronto a segnare la storia.
Indossa la tuta spaziale e gli scarponi. Nella mano sinistra tiene l'apparecchiatura per la respirazione. Per bilanciare il peso, il braccio destro è leggermente sollevato. Appena sopra il guanto destro, fissato alla tuta spaziale, c'è un cronometro: la lancetta dei secondi è regolata su 20 secondi.
La conversazione tra Glenn e il Mission Control Centre ne spiega la ragione: Glenn ha avviato il cronometro 20 secondi dopo il lancio, dopo aver verificato il corretto funzionamento dei segnatempo a bordo.
Mission Control Centre: "Attesa di 20 secondi".
Glenn: "Ricevuto. Orologio di riserva attivato."
L'orologio di riserva è un cronometro.
Internet scioglie ogni mistero
La NASA ha scelto il cronografo TAG Heuer.
Nel mese di luglio 2006, Sheldon Smith, appassionato di orologi, visita il Museo dell'Aria e dello Spazio di San Diego, in California. In una vetrinetta d'angolo, vede un cronografo Heuer con una riserva di carica di 12 ore fissato a una fascetta elastica. Sulla targhetta si legge:
"Dopo i diversi tentativi compiuti con altri marchi... per precedenti missioni..., la NASA ha scelto il cronografo TAG Heuer per la sua elevata resistenza alla forza di gravità provocata dal lancio". Smith condivide la sua scoperta in un forum e Jeff Stein inizia le ricerche dietro incarico di TAG Heuer.
Negli archivi on-line della NASA, ritrova le foto di Glenn con indosso il cronometro Heuer, riportando alla luce un pezzo di storia dimenticato per oltre 44 anni. Un catalogo del 1962 chiama il cronometro "Long Range", un nome perfetto per il primo orologio svizzero indossato nello spazio.

LINK
Eleganti e raffinati, i segnatempo della serie Link sono un vero e proprio punto di riferimento internazionale in materia di comodità ed ergonomia. Il caratteristico bracciale a forma di S è noto in tutto il mondo e grazie al design ergonomico, regala a chi lo indossa una piacevole sensazione di comfort. Non a caso, Link è sinonimo di carisma, stile sportivo e unicità.
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L'orologio sportivo elegante
Fin dal 1915, il comfort è stato uno degli obiettivi principali di TAG Heuer. I modelli della serie Link sono l’essenza della perfetta vestibilità, molto apprezzato da Chen Dao Ming, alla continua ricerca di eleganza e comodità. Considerato il movimento più preciso al mondo, il Link Calibre S assicura rilevazioni con precisione a 1/100 di secondo e una lettura pratica e agevole.

Autavia – La Reinterpretazione Di Un Cronografo Classico
Un orologio da usare in aria, in mare o sulla terraferma, in tutte le occasioni in cui il tempo è cruciale. In un mondo che cambia in maniera sempre più rapida, le costanti sono un elemento essenziale.
Dalla quotidianità al collezionismo al cyberspazio.
Lo status di oggetto cult ne fa un oggetto molto ambito dai collezionisti: un oggetto raffinato degno di un fan club.
Autavia trasforma ogni giorno in un esclusivo viaggio personale, ispirando sentimenti di grande devozione. Sempre al fianco di chi lo indossa, è il compagno ideale con cui condividere con un tocco di stile rétro i momenti più difficili e quelli più piacevoli.
Dal cruscotto alla quotidianità grazie a un tavolo da disegno.
Il compagno ideale nei momenti più difficili e quelli più piacevoli.
Caratterizzato da un esclusivo stile sportivo rétro, l'Autavia è il frutto di decenni di esperienza nel settore dei contatori di bordo. Disegnato per gli aerei del periodo interbellico e per i cruscotti delle auto Gran Turismo degli anni Trenta, questo modello ha saputo imporsi anche negli anni Cinquanta. Il nome stesso simboleggia con orgoglio i due universi per cui è stato creato: l'aviazione e l'automobilismo.
Il cronografo Autavia è stato un vero punto di riferimento per tutti i piloti d'auto e d'aerei, da quando comparve nel 1933 a quando nel 1958, quasi trent'anni dopo, scomparve da cruscotti e cabine di pilotaggio. TAG Heuer si mise subito al lavoro per trasformare il mitico segnatempo in un'originale versione da polso. Nel 1962 nacque un nuovo mito.
Nel 1969, TAG Heuer lanciò il movimento Chronomatic: il primo movimento cronografico automatico al mondo, per sempre legato all'immagine del pilota svizzero di Formula 1 Jo Siffert.
Perfetto per il tempo libero e i momenti di relax.
Autenticità, durata, robustezza ed eleganza.
I volti familiari di un volto familiare. Autavia è disponibile con il quadrante di due soli colori. Monocromia e minimalismo sono le regole di base: quadrante bianco con contatori neri oppure quadrante nero con contatori argento. Le lancette dei secondi e le lancette dei contatori sono blu o rosse. I colori primari assicurano essenzialità e chiarezza.
Autavia è un orologio grande, con una cassa di 41,2 mm dotata di lunetta con scala tachimetrica. I pulsanti del cronografo di questo gioiello sono innanzitutto un inno alla praticità, in quanto sono facilmente accessibili anche a chi indossa dei guanti da corsa o a chi è intento a parlare al cellulare. Il bracciale in acciaio aggiunge un tocco di tecnicità e professionalità. Autavia: autenticità, durata, robustezza ed eleganza.
Forza e stile vanno di pari passo. Una delle versioni più apprezzate di questo grande classico è il modello con cassa in oro rosa, realizzato in edizione limitata di 150 esemplari. Caratterizzato da un design e da dimensioni che difficilmente passano inosservate, questo modello ha subito conquistato i collezionisti più attenti.
L'universo Autavia approda su internet attraverso Facebook.
La vita scorre, corre e veleggia come un orologio.
La storia e il prestigio dei segnatempo Autavia hanno creato grande scompiglio nel cyberspazio. Per soddisfare la curiosità degli aficionados, è stato creato un gruppo su Facebook: il Vintage Heuer Autavia Fan Club. Tra i primi fan, occorre ricordare il pilota svizzero Jo Siffert, testimonial del nuovo Autavia automatico. I collezionisti hanno un ruolo chiave nella storia dell'Autavia. "I collezionisti sono una fonte di informazioni eccezionale. I nostri archivisti e restauratori si rivolgono spesso a loro per la grande esperienza" ha dichiarato Jean-Christophe Babin.
Design classico e particolari innovativi. Autavia accompagna chi lo indossa in ogni momento del giorno e della notte: dalla pausa caffè alle interviste importanti, senza dimenticare le grandi occasioni e le avventure sportive più estreme. Con Autavia, la vita scorre, corre e veleggia come un orologio.
La storia di Autavia è la storia di un numero uno, in grado di adattarsi alla vita condotta, ai brividi ricercati e alla puntualità richiesta. Con Autavia, la vita scorre, corre e veleggia come un orologio: l'obiettivo è renderla più piacevole.
Un compagno pratico ed essenziale e un gioiello sportivo e raffinato.

GRAND CARRERA
Ispirata all’originale modello Carrera del 1964 e fedele alla storica passione della Maison per le corse automobilistiche, la collezione Grand CARRERA reinterpreta in chiave moderna un grande classico della tradizione TAG Heuer. Raffinatezza, precisione, innovazione, semplicità d’uso e lo straordinario Rotating System, di cui è dotato soltanto il Grand GARRERA, sono le caratteristiche principali dei modelli di questa linea, nata da anni di ricerca e di sviluppo.
MEN Watches


Una splendida collezione di alta gamma e all’avanguardia, ispirata allo straordinario mondo delle corse automobilistiche
In seguito al lancio del Mikrograph nel 1916, il primo cronografo meccanico al mondo con precisione di lettura a 1/100 di secondo, TAG Heuer ha proseguito la sua ricerca della massima precisione fino ad oggi, con la creazione del Grand CARRERA. Ispirato alle auto da corsa GT, come tutti i modelli della linea, il Grand Carrera Calibre 36 RS esprime alla perfezione la passione della Maison per l’alta orologeria, una passione confermata anche dal nuovo e rivoluzionario Grand Carrera Pendulum.

In Giro Per Il Mondo In Una Splendida Mongolfiera
I dirigibili rievocano magicamente lo spirito degli anni 1920. Il più celebre di tutti è senza dubbio il Graf Zeppelin, cronometrato da TAG Heuer durante il giro del mondo del 1929.
L'era d'oro dei dirigibili
Nell'immaginario popolare, i dirigibili sono il simbolo dell'eleganza, della creatività e della fragilità di un era. Negli anni Venti, gli anni d'oro di queste creazioni, i dirigibili accompagnano il jet set del momento in lussuose avventure, raccontate dai quotidiani locali per il piacere del grande pubblico.
Cosa si cela in un nome?
Con una lunghezza che superava di due volte quella di un campo da calcio.
Vedere il proprio nome attribuito a un oggetto è un grande onore. Di certo, lo è stato per il Conte Ferdinand von Zeppelin, il tedesco che ha progettato il primo dirigibile. Grazie a lui e al suo allievo Hugo Eckener, questi mammut dell'aria sono diventati delle vere e proprie superstar.
l Graf Zeppelin era un mostro. Con una lunghezza che superava di due volte quella di un campo da calcio e un volume pari a quello di più di 40 piscine olimpiche, aveva un equipaggio di 40 persone, ossia quasi la metà dei passeggeri che poteva trasportare. Passeggeri che avevano il privilegio di viaggiare in un lussuoso hotel nel cielo.
Le fotografie li ritraggono in eleganti abiti da sera, seduti in attesa della cena come se fossero al Ritz.
Potevano consumare piatti eccellenti lungo viali lunghi come l'intero dirigibile o ammirare il panorama da finestre grandi come quelle di una casa.
Graf Zeppelin: il fenomeno mediatico più sensazionale dell'epoca
Il Citizen Kane gli offrì il suo appoggio finanziario.
Per garantire la massima sicurezza ai pochi privilegiati, il Graf Zeppelin fu realizzato con le tecnologie più avanzate. Le apparecchiature radio consentivano la navigazione, ricevevano i bollettini meteorologici e soprattutto, permettevano ai giornalisti di telegrafare i reportage. Cronometrare il viaggio, inoltre, era fondamentale poiché il dirigibile stava inseguendo nuovi record.
Ad esempio, fu il primo dirigibile con passeggeri a bordo ad attraversare l'Atlantico, sotto la guida di Hugo Eckener. Il pubblico fremeva nell'attesa di avere notizie sul viaggio e uno dei proprietari di testate giornalistiche più potenti al mondo, Randolph Hearst, le fornì sul Citizen Kane.
Quando Eckener iniziò a cercare degli sponsor per il suo giro del mondo, il Citizen Kane gli offrì il suo appoggio finanziario. In cambio, Hearst volle dare al viaggio il massimo risalto mediatico, chiedendo ai suoi migliori reporter di salire a bordo e di mescolarsi a milionari e celebri esploratori. Tra questi, c'era una persona piuttosto speciale.
Una donna all'avanguardia
Al ritorno in Germania seguì una vera e propria isteria di massa.
Vera e propria pioniera dei suoi tempi, Lady Grace Drummond-Hay seppe abilmente unire look, talento e titolo aristocratico. Ispirata dall'idea romantica di un viaggio sul dirigibile, scrisse reportage che affascinavano il pubblico. Hearst volle che fosse lei, l'unica donna a bordo, a placare la loro fame di notizie.
I suoi reportage sono l'emozionante testimonianza del grande successo del viaggio. Quando lo Zeppelin passò sopra Chicago, gruppi di persone salirono sul tetto dei grattacieli per salutare i passeggeri. Al ritorno in Germania seguì una vera e propria isteria di massa: la polizia, infatti, non riuscì a contenere le 20.000 persone che si riunirono per accogliere il Graf Zeppelin.
L'intero viaggio fu cronometrato dal “Time of Trip”, un cronografo pionieristico che TAG Heuer disegnò appositamente per auto e dirigibili. In questo modo, sappiamo che furono necessari 12 giorni e 11 minuti per percorrere 31.300 km, un vero record per quei tempi e una distanza impressionante ancora oggi.

SLR
TAG Heuer e McLaren Mercedes-Benz condividono da tempo la passione per il design e le alte prestazioni. Questa loro prestigiosa partnership ha portato alla creazione di TAG Heuer SLR, il segnatempo ispirato all’esclusiva automobile sportiva SLR e realizzato grazie allo sviluppo di avanzate tecniche di produzione. SLR: il segnatempo dedicato agli appassionati di orologi raffinati e automobili eccezionali.
MEN Watches


Un cronografo incredibilmente evoluto
L'esclusivo interesse per le corse automobilistiche ha consentito a TAG Heuer e a McLaren Mercedes-Benz di avviare un rapporto di collaborazione davvero unico. Grazie alla comune passione per il prestigio e le grandi prestazioni, sono nati il Cronografo TAG Heuer SLR Laptimer e il Cronografo Automatico Calibre 17. Entrambi realizzati con tecnologie all’avanguardia, questi cronografi sono stati inizialmente progettati per cronometrare le corse automobilistiche.

Terra

Luc Alphand – Il Numero Uno Su Qualunque Tipo Di Terreno E In Qualunque Stagione
Specialista delle alte velocità, Luc Alphand si è distinto in numerose discipline, dallo sci all’automobilismo in pista e su strada, fino al motociclismo e ai camion regia. Un abile tuttofare che nel 1989, ha indossato per la prima volta i colori di TAG Heuer.
Un vero campione che ha saputo imporsi sui pendii innevati come nei rally nel deserto.
Luc Alphand e l’alta velocità sono un binomio perfetto, indipendentemente dal mezzo di locomozione. Sulla neve o sotto il sole, sul ghiaccio o sulla sabbia, nel bel mezzo di una tormenta di neve o tra gli scorpioni, il James Bond o Jason Bourne della situazione affronta senza timore ogni nuova avventura, conquistando innumerevoli medaglie, trofei e riconoscimenti.
Nuove idee per ogni nuovo inizio.
Il James Bond o Jason Bourne della situazione affronta senza timore ogni nuova avventura
Nato all’ombra delle Alpi, Luc Alphand si è subito appassionato allo sport di casa, lo sci. La sua carriera inizia durante l’adolescenza, con le prime gare per la Coppa del Mondo di Sci Alpino: grazie al suo approccio temerario, egli affronta con coraggio la velocità delle piste, distinguendosi in uno sport che hai possibili incidenti affianca gloriosi successi.
Undici anni dopo il primo infortunio in gara, Luc Alphand assapora il dolce gusto della sua prima grande vittoria. Una doppia vittoria, a dire il vero: il 14 gennaio 1995, infatti, il campione affronta la celebre pista di Strief, a Kitzbuhel, scendendo come un razzo e conquistando il primo posto per ben due volte. Un risultato di cui andare fieri, conseguito con i colori di TAG Heuer.
Per il campione alpino francese, l’evento segna l’inizio di due stagioni straordinarie, che gli consentono di sollevare con orgoglio la mitica Sfera di Cristallo, l’ambito trofeo della Coppa del Mondo di Sci conferito a chi si distingue con eccellenza in diverse specialità sciistiche. Un compito tutt’altro che facile!
Dai pendii alle dune
È riconosciuto “Campione dei Campioni” dalla celebre rivista sportiva francese L’Equipe
Alphand corona il suo impegno nell’ambito degli sport invernali nel febbraio del 1996, conquistando la medaglia di bronzo durante la coppa del mondo sui pendii della mitica Sierra Nevada, in Andalusia. La vera consacrazione della sua vocazione sciistica, tuttavia, avviene nel 1997.
La nuova stagione, infatti, lo vede impegnato a lottare per l’ambita Sfera di Cristallo, il trofeo ideato per premiare il campione che si distingue con eccellenza nel maggior numero possibile di specialità sciistiche. Alphand è l’unico atleta francese a essere riuscito a conquistare il titolo dopo la vittoria, nel 1967, di Jean-Claude Killy. Grazie agli straordinari risultati raggiunti, inoltre, Alphand è riconosciuto “Campione dei Campioni” dalla celebre rivista sportiva francese L’Equipe.
Alphand è all’apice della sua carriera quando, all’età di trentadue anni, annuncia il suo ritiro dallo sci agonistico. Alcuni mesi dopo, lungi dal voler dormire sugli allori, decide di partire per il Giappone e collaborare con le reti televisive come telecronista esperto durante i Giochi Olimpici Invernali di Hakuba.
Dai pendii innevati al caldo torrido delle dune di sabbia
Decide di seguire le orme del mitico Steve McQueen
Abbandonate le piste innevate, Alphand si lascia conquistare dall’affascinante mondo su quattro ruote della Parigi-Dakar e due anni dopo essere sceso dal podio del circo bianco, si aggiudica il primo posto nella sua categoria. Impegnato a dare sempre il massimo, l’atleta di Briancon si classifica due volte al secondo posto prima di riuscire, nel 2005, a conseguire la vittoria della durissima Parigi-Dakar.
Non contento di essere diventato il Lawrence d’Arabia della Parigi-Dakar, egli fonda la scuderia Luc Alphand Adventures e decide di seguire le orme del mitico Steve McQueen, presentandosi alla griglia di partenza della 24 Ore di Le Mans. Nel 2006, il team riesce a ottenere splendidi risultati, aggiudicandosi una fortunata settima posizione.
Nel mese di giugno 2009, tuttavia, la fortuna sembra abbandonare il campione, vittima di un grave incidente in moto durante il rally Rand’Auvergne. Atleta appassionato e grande campione sulla neve e sulla sabbia, Luc Alphand prosegue la sua carriera in veste di telecronista sportivo: di certo, le vittorie conquistate gli assicurano opinioni di tutto rispetto e un futuro al posto di guida, con l’acceleratore costantemente a tavoletta. In un mondo di reality e controfigure, Alphand rimane uno dei pochi veri miti.

LINK
Eleganti e raffinati, i segnatempo della serie Link sono un vero e proprio punto di riferimento internazionale in materia di comodità ed ergonomia. Il caratteristico bracciale a forma di S è noto in tutto il mondo e grazie al design ergonomico, regala a chi lo indossa una piacevole sensazione di comfort. Non a caso, Link è sinonimo di carisma, stile sportivo e unicità.
MEN Watches


L'orologio sportivo elegante
Fin dal 1915, il comfort è stato uno degli obiettivi principali di TAG Heuer. I modelli della serie Link sono l’essenza della perfetta vestibilità, molto apprezzato da Chen Dao Ming, alla continua ricerca di eleganza e comodità. Considerato il movimento più preciso al mondo, il Link Calibre S assicura rilevazioni con precisione a 1/100 di secondo e una lettura pratica e agevole.

Cronografi E Auto: Due Anime Gemelle Unite Dall'Eccellenza
TAG Heuer e Mercedes detengono il record mondiale nel campo della precisione e della qualità: due partner perfetti alla continua ricerca della perfezione, con stile ed eleganza.
Un traguardo. Un istante. I tempi TAG Heuer.
In un mondo che avanza con rapidità... con grande rapidità... con la massima rapidità, misurare il tempo è fondamentale. Lo scopo di TAG Heuer è cogliere l'attimo per stabilire nuovi record. Ai massimi livelli, la cronometria diventa essenziale per quantificare le prestazioni di atleti che partecipano ai campionati del mondo per spirito di sfida, divertimento o vittoria.
Pole position, inseguimenti e bandiere a scacchi
Il compagno ideale nei momenti più difficili e quelli più piacevoli.
Gli ottimi risultati ottenuti da Mercedes grazie all'elevata precisione delle sue auto richiedono sistemi cronometrici altrettanto perfetti. Al contrario di quanto accade con le versioni impiegate dalla polizia, i piloti sono contenti di disporre dei rilevatori di velocità TAG Heuer, in grado di assicurare una precisione di lettura di frazioni di secondo. Se per Mercedes il movimento è poesia, per TAG Heuer il tempo è innanzitutto precisione.
Dal rombo dei motori e il ruggito dei pistoni alla gomma bruciata, TAG Heuer testimonia con grande affidabilità l'incredibile evoluzione tecnologica delle quattro ruote, rilevando con precisione ogni singolo istante grazie a sistemi di cronometraggio all'avanguardia.
TAG Heuer sta all'orologeria svizzera come Mercedes sta all'industria dei motori tedesca: due leggende destinate a incontrarsi e a instaurare una collaborazione che oppone il perfezionismo al perfezionismo, in una corsa tanto impegnativa quanto elettrizzante.
Dall'officina al circuito fino al display
Autenticità, durata, robustezza ed eleganza.
La condivisione degli stessi valori ha permesso a TAG Heuer e Mercedes di avviare, nel 1994, una partnership che non ha cessato di rafforzarsi. La collaborazione è stata festeggiata con una serie limitata di segnatempo: è il 2004 e in occasione di Baselworld, la maison lancia il Calibre 36-R, la prima versione del Cronografo SLR.
Un altro esemplare, il TAG Heuer SLR for Mercedes-Benz, è invece riservato ai proprietari di una Mercedes SLR McLaren. Lo splendido segnatempo, lanciato nel 2003, è stato realizzato con le migliori tecnologie per celebrare con classe il legame tra l'orologiaio e il costruttore di auto.
I proprietari di una Mercedes SLR e i grandi intenditori non possono di certo perdere il Cronografo SLR Calibre 36R e i vari esemplari prodotti in edizione limitata, contraddistinti dal logo Mercedes e dallo stile raffinato di TAG Heuer: una piccola e pregiata porzione di una grande leggenda.
Mercedes e TAG Heuer: una grande passione per le corse d'auto in pista.
La vita scorre, corre e veleggia come un orologio.
TAG Heuer scende per la prima volta in pista nel 1950, a fianco di Juan Manuel Fangio, campione del mondo di Formula Uno per ben cinque volte. Per anni, l'orologiaio conserva la pole position grazie a importanti testimonial, come il Campione del Mondo del 2007, Kimi Raikkonen, o l'attuale campione Lewis Hamilton.
Un orologio sul podio allo sventolio della bandiera a scacchi. Un segnatempo in grado di fornire tempi precisi. Un cronometrista accurato destinato a condividere con Mercedes momenti storici. Un cronometrista esclusivo, in grado di lasciare a bocca aperta milioni di spettatori, accreditare il lavoro di migliaia di operatori e scaldare il cuore dell'unica persona a essere in una posizione che scotta davvero: il pilota.
Un avvenire all'insegna della sinergia. Nel 2008, Mercedes lancia la futuristica Eco-GT Concept Car, ispirata al Concept Chronograph TAG Heuer. Una scelta logica in un rapporto di collaborazione così stretto.

SLR
TAG Heuer e McLaren Mercedes-Benz condividono da tempo la passione per il design e le alte prestazioni. Questa loro prestigiosa partnership ha portato alla creazione di TAG Heuer SLR, il segnatempo ispirato all’esclusiva automobile sportiva SLR e realizzato grazie allo sviluppo di avanzate tecniche di produzione. SLR: il segnatempo dedicato agli appassionati di orologi raffinati e automobili eccezionali.
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Un cronografo incredibilmente evoluto
L'esclusivo interesse per le corse automobilistiche ha consentito a TAG Heuer e a McLaren Mercedes-Benz di avviare un rapporto di collaborazione davvero unico. Grazie alla comune passione per il prestigio e le grandi prestazioni, sono nati il Cronografo TAG Heuer SLR Laptimer e il Cronografo Automatico Calibre 17. Entrambi realizzati con tecnologie all’avanguardia, questi cronografi sono stati inizialmente progettati per cronometrare le corse automobilistiche.

Un Tocco Di Classe Per Gli Indomabili Uomini Delle Nevi | Tag Heu
L'ultracampione di sci Marc Girardelli ha deciso di regalare alle nuove generazioni di sciatori uno stile leggendario e senza tempo. Abbandonato l'universo delle gare, il campione ha infatti lanciato una linea di abbigliamento per lo sci, caratterizzando le piste con un tocco di stile esclusivo.
Una visone alla Connery dell'abbigliamento da sci.
La totale assenza di paura gli ha permesso di tagliare il traguardo sempre a tempi di record e la sua grande passione gli è valsa una cospicua serie di vittorie, ottenute grazie a una volontà di ferro e ai favori del cielo. I guai, tuttavia, sono una certezza nel mondo delle competizioni e nel 1983, si rompe i legamenti del ginocchio sinistro.
Una singolare caccia alle medaglie sulla neve
Grazie a una volontà di ferro e ai favori del cielo.
L'anno successivo, nonostante l'incidente al ginocchio, Girardelli torna a fare incetta di vittorie nelle gare di slalom e conquista il terzo posto durante la Coppa del Mondo. Nel 1985, si aggiudica la vittoria di 11 gare e della Coppa del Mondo stessa, titolo che conserva anche l'anno successivo e che riconquista nel 1989.
I pericoli della pista riaffiorano nel 1990, quando il campione rischia la sedia a rotelle. Impavido, torna in pista e conquista il titolo mondiale nel 1991 e nel 1993, per la quinta volta. Grazie alle 46 vittorie in Coppa del Mondo, si aggiudica il quarto posto tra i più grandi sciatori al mondo.
Il successo di Girardelli inizia dopo la decisione di abbandonare il paese d'origine nel 1976, in seguito a delle controversie sul tipo di allenamento. Il campione di sci alpino decide così di trasferirsi in Lussemburgo.
Nel 1981, Girardelli rende omaggio al paese adottivo conquistando il suo primo podio a Wengen, in Svizzera, dove si impone sui tre migliori sciatori in gara.
La nuova vita di un campione del mondo di sci.
Nonostante la fama e le numerose medaglie vinte.
Nonostante la fama e le numerose medaglie vinte, Girardelli si rifiuta di dormire sugli allori e decide di legare il suo nome a una collezione di indumenti per lo sci. L'immagine scelta racchiude una visione classica dello stile outdoor e si fonde con l'idea romantica e un po' rétro di un eroe audace che non manca di suscitare entusiasmo nel pubblico femminile.
Girardelli assicura che, nonostante la sua assenza dal mondo delle gare, la sua passione per lo sci è ancora viva. La collezione lanciata nel 2004 segna una svolta nella sua carriera e gli consente di continuare a mietere successi.
Nel 2008, completa la linea per bambini con una collezione per adulti. I pendii, faticosamente conquistati negli anni durante le varie gare, diventano così le fondamenta del suo nuovo impero.
Il ricordo delle piste affrontate da bambino è ancora vivo
La gara si è conclusa con la vittoria di Girardelli e otto secondi di vantaggio.
Le graziose fotografie di un giovanissimo Girardelli dall'aria diffidente dimostrano fino a che punto egli capisca le esigenze delle nuove generazioni.
La sua immagine domina ancora tra i nuovi campioni e questo, perché mantiene vivo il ricordo partecipando a manifestazioni di rilievo, come il trofeo di sci dedicato a Franz Klammer.
Tra gli eventi che hanno consolidato la sua immagine, occorre ricordare la sfida lanciata al mitico Marco Buchel gettandogli un guanto da sci “in un costoso hotel di Zagabria dopo quattro birre”, come lo stesso Girardelli ama raccontare. La sfida è consistita in una gara contro il campione in carica Buchel, con i vecchi sci per Girardelli e quelli nuovi e moderni per Marco. La gara si è conclusa con la vittoria di Girardelli e otto secondi di vantaggio.

SLR
TAG Heuer e McLaren Mercedes-Benz condividono da tempo la passione per il design e le alte prestazioni. Questa loro prestigiosa partnership ha portato alla creazione di TAG Heuer SLR, il segnatempo ispirato all’esclusiva automobile sportiva SLR e realizzato grazie allo sviluppo di avanzate tecniche di produzione. SLR: il segnatempo dedicato agli appassionati di orologi raffinati e automobili eccezionali.
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Un cronografo incredibilmente evoluto
L'esclusivo interesse per le corse automobilistiche ha consentito a TAG Heuer e a McLaren Mercedes-Benz di avviare un rapporto di collaborazione davvero unico. Grazie alla comune passione per il prestigio e le grandi prestazioni, sono nati il Cronografo TAG Heuer SLR Laptimer e il Cronografo Automatico Calibre 17. Entrambi realizzati con tecnologie all’avanguardia, questi cronografi sono stati inizialmente progettati per cronometrare le corse automobilistiche.

Campionati del Mondo di Sci: Cronometrista Ufficiale |
TAG Heuer ha una vera passione per lo sci: per oltre trent'anni, ha sponsorizzato numerosi campioni e creato cronometri da utilizzare nei Campionati del Mondo.
Un marchio con lo sci nel sangue
Le origini svizzere di TAG Heuer giustificano certe peculiarità, come la mania della precisione e la passione per lo sci. L'azienda ha cronometrato alcuni degli eventi sciistici mondiali più importanti e sviluppato strumenti in grado di misurare il tempo con estrema accuratezza, dall'inizio alla fine della gara.
Cronometrista per uno sport globale
Con la stessa velocità dei paracadutisti in caduta libera.
Sebbene lo sci moderno sia nato in Norvegia per mano di un norvegese, la Svizzera è tutt'altro che da sottovalutare. Per questa ragione, è logico che l'azienda svizzera TAG Heuer detenga uno dei ruoli più significativi, in qualità sia di sponsor sia di cronometrista.
Nelle sue forme più estreme, lo sci acquista velocità paurose. Nei campionati di Xspeed Ski, ad esempio, sponsorizzati da TAG Heuer, gli sciatori si lanciano giù per i pendii con la stessa velocità dei paracadutisti in caduta libera. Per misurare queste velocità sovrumane, TAG Heuer ha sviluppato tecnologie in grado di assicurare una precisione di lettura di 1/1000 di secondo.
Grazie ai livelli di precisione raggiunti, l'azienda è stata cronometrista ufficiale dei Campionati del Mondo dal 1983 negli USA al 2003 a Saint Moritz. Inoltre, numerose squadre nazionali importanti come il Canada o sciatori come Marc Girardelli hanno scelto di utilizzare gli strumenti del marchio per migliorare le loro prestazioni.

SLR
TAG Heuer e McLaren Mercedes-Benz condividono da tempo la passione per il design e le alte prestazioni. Questa loro prestigiosa partnership ha portato alla creazione di TAG Heuer SLR, il segnatempo ispirato all’esclusiva automobile sportiva SLR e realizzato grazie allo sviluppo di avanzate tecniche di produzione. SLR: il segnatempo dedicato agli appassionati di orologi raffinati e automobili eccezionali.
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Un cronografo incredibilmente evoluto
L'esclusivo interesse per le corse automobilistiche ha consentito a TAG Heuer e a McLaren Mercedes-Benz di avviare un rapporto di collaborazione davvero unico. Grazie alla comune passione per il prestigio e le grandi prestazioni, sono nati il Cronografo TAG Heuer SLR Laptimer e il Cronografo Automatico Calibre 17. Entrambi realizzati con tecnologie all’avanguardia, questi cronografi sono stati inizialmente progettati per cronometrare le corse automobilistiche.

Maria Sharapova – Il Potere Del Rimbalzo
A soli 22 anni, la campionessa siberiana di tennis ha già ottenuto numerosi record in diverse categorie: per la giovane età, il numero di vittorie, la bellezza e persino per la potenza delle urla di fatica emesse in campo.
Dalla Siberia alla Florida grazie alla Navratilova dopo essere sfuggita a Chernobyl.
Alla tenera età di 6 anni, Maria viene notata da Martina Navratilova mentre colpisce la palla durante un evento tennistico a Mosca. Un vero colpo di fortuna per una bambina la cui famiglia viene subito incoraggiata a iscriverla alla Tennis Academy di Nick Bollettieri in Florida, dove, nel 1995, riceve una borsa di studio.
Cinque anni dopo, nel novembre del 2000, Maria vince il torneo Eddie Herr under 16.
Il momento d'oro si avvicina sempre di più
“Tra lo stupore generale del Centre Court. Il sogno diventa realtà.”
Nel 2001, in occasione del suo primo WTA, Maria è la più giovane tennista in assoluto ad accedere alle finali dell'Australian Open junior.
Due anni dopo, nel 2003, conclude la stagione classificandosi trentaduesima a livello mondiale.
Nel 2004, a soli 17 anni, conquista la vittoria nei tornei del Grande Slam di Wimbledon. La seconda volta che partecipa al più importante torneo mondiale su erba, la tennista sconfigge la campionessa in carica Serena Williams, tra lo stupore generale del Centre Court. Il sogno diventa realtà.
Dopo la vittoria di Wimbledon, Maria sale al quarto posto a livello mondiale e il 2005 si trasforma per lei nell'anno dei record. Nel mese di agosto 2005, dopo essere rimasta sotto i riflettori per una settimana intera, riesce a imporsi su Lindsay Davenport,
ma il mese successivo, dopo una difesa durata 6 settimane, è costretta a cedere l'alloro all'avversaria.
Nonostante il 2005 si concluda con la quarta posizione mondiale, Maria continua a essere l'indiscussa donna russa numero uno.
Nel 2006, la campionessa conquista la vittoria nel secondo Grande Slam, in occasione degli US Open, terminando l'anno al secondo posto. La classifica, tuttavia, è destinata a mutare velocemente.
Nel 2007, conquista il primo posto per 7 settimane, prima di essere scalzata da Justine Henin.

TAG Heuer FORMULA 1
Nata dalla partnership tra TAG Heuer e McLaren Formula 1, la serie TAG Heuer Formula 1 si contraddistingue per lo stile esclusivo e l’eccezionale affidabilità. Ispirati alla tecnologia e alle incredibili prestazioni delle automobili di F1, i modelli di questa linea sono tutti dotati delle 6 caratteristiche fondamentali dei segnatempo sportivi professionali. Indossato da piloti come Senna ed Hamilton, il Formula 1 è da sempre l’orologio dei grandi campioni.
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L'orologio sportivo e casual ispirato alla Formula 1
L’elevata tecnologia che contraddistingue le perfette prestazioni di questo modello si ispira direttamente all’EQUIPE MCLAREN FORMULA I. Il modello TAG Heuer Formula 1 è diventato l’orologio di grandi campioni come LOUIS HAMILTON e Jenson Button, entrambi attratti dalla passione per l’eccellenza che da sempre guida TAG Heuer. Un’eccellenza decisamente raggiunta, grazie alla straordinaria ceramica sviluppata appositamente per la LINEA F I DONNA.

Tag Heuer Cronometra I Tempi Delle Olimpiadi
Il mondo intero aspetta con ansia i risultati dei Giochi Olimpici. Cronometrare i tempi con precisione è un compito fondamentale. Campione di precisione, TAG Heuer è stato cronometrista ufficiale.
Due pionieri con una grande visione
Nel 1896, l'avanguardista Barone Pierre de Coubertin rilancia i Giochi Olimpici, oggi seguiti da spettatori di tutto il mondo. La visione di un altro pioniere, Charles-August Heuer, consente ai giudici olimpici di misurare i centesimi di secondo e getta le basi dei moderni sistemi per il cronometraggio in ambito sportivo.
La rinascita dei Giochi Olimpici
Atene è testimone della realizzazione del progetto di un uomo lungimirante.
Nell'aprile 1896, si svolgono i primi Giochi Olimpici moderni. Atene è testimone della realizzazione del progetto di un uomo all'avanguardia. Il Barone de Coubertin sognava di ridare vita agli antichi giochi ed è presente nel momento in cui il suo sogno diventa realtà. Le nuove Olimpiadi, tuttavia, sono molto diverse da quelle di oggi.
Solo 14 nazioni vi prendono parte, inclusa la Svizzera. Le donne sono escluse. Il vincitore dei 100 metri piani si aggiudica la gara con un tempo di 12 secondi: il record dei 10 secondi è ancora fantascienza. I cronometri utilizzati possono misurare il tempo con una precisione di 1/5 di secondo soltanto e questo aspetto preoccupa notevolmente il Comitato Olimpico Internazionale.
Occorrono quattro edizioni dei Giochi prima che un altro personaggio lungimirante, Charles-Auguste Heuer, presenti al comitato una soluzione valida. Figlio creativo di un padre ingegnoso, Heuer prosegue la tradizione di famiglia nel mondo delle scoperte e delle innovazioni.
Cronometraggio e Olimpiadi negli anni 1920
È possibile misurare il tempo con una precisione di 1/100 di secondo.
È il 1914. Il Comitato Olimpico Internazionale sta programmando i prossimi Giochi Olimpici e occorrono cronometri più precisi. Heuer lancia la sfida ai suoi migliori orologiai. Due anni dopo, i risultati superano ogni aspettativa: il "Mikrograph" è in grado di misurare il tempo con una precisione di 1/100 di secondo.
Per la prima volta nella storia, grazie al nuovo cronografo, è possibile misurare il tempo con una precisione di 1/100 di secondo. Il segreto risiede nell'incredibile meccanismo, in grado di assicurare 360.000 battiti all'ora. Il Mikrograph entra negli annali come cronometro ufficiale dei Giochi Olimpici di Anversa del 1920.
Heuer si occupa del cronometraggio durante i Giochi Olimpici di Parigi del 1924: il vincitore dei 100 metri piani è Harold Abrahams, la cui storia è raccontata dal film "Momenti di gloria" (Chariots of Fire). Heuer prende parte anche alle Olimpiadi del 1928, quando Johnny Weissmuller - il mitico "Tarzan" - conquista due medaglie d'oro nel nuoto.
L'era dell'elettronica
Heuer conquista un nuovo traguardo cronometrico.
Il Mikrograph viene prodotto fino al 1969, un anno dopo che Jim Hines segna il nuovo record nei 100 metri piani, scendendo sotto i 10 secondi. Negli stessi anni, anche Heuer conquista un nuovo traguardo grazie al "Mikrotimer", lanciato nel 1966. Elettronico e futuristico, questo cronometro è in grado, per la prima volta, di misurare il tempo con una precisione di 1/1000 di secondo.
Nel 1980, i Giochi Olimpici superano le barriere politiche. I Giochi Olimpici Invernali si svolgono negli Stati Uniti, a Lake Placid, mentre quelli Estivi hanno luogo a Mosca. Ancora una volta, Heuer è cronometrista ufficiale. In occasione dei Giochi Olimpici Invernali, viene utilizzata una versione speciale del Mikrotimer.
“Più veloce, più in alto, più forte” è il motto dei Giochi Olimpici e la motivazione che spinge gli atleti olimpici a competere per stabilire nuovi record. Stabilire nuovi record nell'ambito della cronometria, invece, è la sfida olimpica colta e vinta da TAG Heuer nel corso della sua storia.

SLR
TAG Heuer e McLaren Mercedes-Benz condividono da tempo la passione per il design e le alte prestazioni. Questa loro prestigiosa partnership ha portato alla creazione di TAG Heuer SLR, il segnatempo ispirato all’esclusiva automobile sportiva SLR e realizzato grazie allo sviluppo di avanzate tecniche di produzione. SLR: il segnatempo dedicato agli appassionati di orologi raffinati e automobili eccezionali.
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Un cronografo incredibilmente evoluto
L'esclusivo interesse per le corse automobilistiche ha consentito a TAG Heuer e a McLaren Mercedes-Benz di avviare un rapporto di collaborazione davvero unico. Grazie alla comune passione per il prestigio e le grandi prestazioni, sono nati il Cronografo TAG Heuer SLR Laptimer e il Cronografo Automatico Calibre 17. Entrambi realizzati con tecnologie all’avanguardia, questi cronografi sono stati inizialmente progettati per cronometrare le corse automobilistiche.

Mare

Seafarer – Un Orologio Adatto Al Mare
Linea essenziale, design robusto, stile outdoor. Abercrombie & Fitch e TAG Heuer per il Seafarer: un connubio che dura da oltre sessant'anni.
Gli sfavillanti anni Cinquanta simboleggiati da un orologio.
TAG Heuer insegue il sogno americano con un occhio molto attento, creando segnatempo dal design all'avanguardia e uno stile casual ultra-glamour: particolari riassunti alla perfezione dal Seafarer.
Un must dell'orologeria dedicato all'universo del mare.
Gli sfavillanti anni Cinquanta simboleggiati da un orologio.
Il Seafarer era dotato di un esclusivo quadrante con motivo rosso, verde e giallo per indicare l'alta e bassa marea. Questo aspetto ha contribuito a caratterizzare lo stile autentico del Seafarer e a renderlo particolarmente utile per gli amanti del mare.
Oltre a indicare l'alta e bassa marea, il Seafarer era in grado di seguire le fasi lunari, anticipando l'era dei "figli della luna". Per gli amanti dell'avventura - in mare, a piedi o su quattro ruote - questo segnatempo era un'icona di stile e tecnologia.
L'evidente successo del Seafarer spinge TAG Heuer a produrre una propria versione, chiamata Mareograph. In questo modo, l'esclusivo modello torna a casa, portando in Europa un'icona del mercato americano.
Una linea raffinata destinata a un crescente successo
Nuove certezze per professionisti e semplici appassionati.
Tre anni dopo il lancio, il Seafarer è affiancato da un nuovo modello. L'Auto-Graph era dotato di scala tachimetrica sul quadrante e di un'esclusiva lancetta da posizionare nel punto voluto per ottenere informazioni fondamentali per i piloti di auto da rally.
Nel pieno della gara, l'innovativo design consentiva a piloti e copiloti di determinare la velocità della corsa con una semplice occhiata al quadrante. In questo modo, avere informazioni affidabili sui tempi diventava un gioco da ragazzi.
Il sistema viene adattato anche al mondo più tranquillo del golf. La lancetta dei punti poteva essere ruotata in base al punteggio ottenuto sul green. In questo modo, l'umile orologio da polso diventa fondamentale sia sui verdeggianti campi da golf sia sulle strade polverose di Monte Carlo, assicurando nuove certezze a professionisti e semplici appassionati.
Il Seafarer e i suoi successori definiscono uno stile di vita
Personaggi femminili all'avanguardia, come Katherine Hepburn e Greta Garbo.
Abercrombie & Fitch offre all'orologiaio svizzero grandi opportunità, come quella di creare una serie di orologi per lo sport. Perfetti in qualunque contesto, gli esclusivi segnatempo, caratterizzati da un design robusto e da una grande autonomia, diventano la scelta più ovvia per gli amanti della praticità.
Teddy Roosevelt, John F Kennedy, Dwight Eisenhower e Clark Gable erano clienti affezionati di Abercrombie & Fitch, così come lo erano numerosi altri personaggi come Ernest Hemingway, il cui talento come scrittore non limitava di certo il forte senso dell'avventura. Nomi importanti così come importanti sono stati coloro che, nel corso degli anni, hanno riposto la fiducia nei segnatempo TAG Heuer.
Tra i clienti del celebre marchio newyorkese spiccano anche diversi nomi di personaggi femminili all'avanguardia, come Katherine Hepburn, Greta Garbo e l'impavida aviatrice Amelia Earhart. Nomi significativi per la storia delle due aziende che hanno lanciato il rivoluzionario Seafarer. Attenti a quell'uomo. E attenti a quella donna.

AQUARACER
L'orologio sportivo per definizione ispirato agli sport acquatici. La sua tecnologia avanzata ne fa un punto di riferimento per performance, robustezza e precisione. Con le sue 6 ineguagliabili caratteristiche tecniche di orologio subacqueo, offre un'affidabilità e una resistenza senza paragoni. Con il suo design ingegnoso, esprime il vostro stile in modo carismatico.
MEN Watches


L'orologio sportivo essenziale ispirato agli sport acquatici
Progettato e sviluppato in collaborazione con diver professionisti, l’Aquaracer è il frutto dello storico interesse di TAG Heuer per l’immersione e per gli altri sport estremi. Indossato dalla star internazionale Leonardo DiCaprio, l’Aquaracer 500M è dotato delle 8 caratteristiche specifiche previste per i segnatempo da immersione. L’ultima incredibile novità? L’Aquaracer 500M Full Black.

TAG Heuer Spiega Le Vele Verso La Gloria. Tag Heue
Quella di dominare il mare è una passione come le altre. La Louis Vuitton Cup è un banco di prova importante e vede scontrarsi alcuni dei più grandi team velici.
Rapidità e velocità come ultima frontiera.
I legami tra TAG Heuer e il mondo nautico sono numerosi e includono la partnership con il China Team, una squadra ormai in prima fila accanto ai principali equipaggi mondiali. TAG Heuer entra in gioco dal 2005 al 2007 e la collaborazione prosegue anche durante la Louis Vuitton Cup Pacific Series del 2009.
La precisione orologiera al servizio dello spinnaker
Il compagno ideale nei momenti più difficili e quelli più piacevoli.
Legati a una terra priva di sbocchi sul mare, gli svizzeri sono lontani dal mondo delle regate e dei nuovi team velici. Nel 1995, il TAG Heuer Challenge (NZL59) guidato dall'australiano Chris Dickson si qualifica per le semifinali della Vuitton Cup. Nel 2002, TAG Heuer scende in acqua a fianco dell'Oracle BMW Racing Team, sconfitto dal vincitore Alinghi.
Nel 1970, per la prima volta nella storia dell'America's Cup, diversi challenger si sfidano per aggiudicarsi il diritto di competere contro il New York Yacht Club, il defender dell'America's Cup. La regata acquista nuove dimensioni, diventando davvero mondiale.
In occasione delle regate per l'America’s Cup del 1983, Louis Vuitton decide di offrire un trofeo al vincitore delle regate di selezione del Challenger. Un premio per i pretendenti alla coppa d'argento più prestigiosa del mondo velico: l'America's Cup. L'idea del nuovo trofeo è attribuita allo skipper francese Bruno Trouble.
Una coppa per una delle sfide veliche più attese
Autenticità, durata, robustezza ed eleganza.
Il crescente interesse per la Louis Vuitton Cup fa sì che la sfida si trasformi in una serie di regate a eliminazione, con due semifinaliste destinate a scontrarsi in nove gare. Le regate possono avere luogo in qualunque parte del mondo e in uno qualunque dei sette mari.
Le imbarcazioni oceaniche sono le più imponenti del mondo velico e le sfide in cui sono impegnate hanno conquistato spettatori di tutto il mondo. I giochi di tattica si sostituiscono alla velocità, essendo le differenze ormai minime, offrendo nuove opportunità per conquistare la vittoria e il cuore dei fan.
La lotta per conquistare l'Auld Mug, l'ambito trofeo in argento dell'America's Cup, è efferata. Le opportunità di aggiudicarsi il premio non sono da sottovalutare. TAG Heuer è l'orologiaio, il cronometrista e il fornitore di occhiali da sole ufficiale degli equipaggi più importanti, incluso il China Team.
TAG Heuer e il China Team decidono di cogliere la sfida insieme
Un oggetto creato per misurare
I membri dell'equipaggio ricevono in dotazione un kit contenente un orologio da polso creato appositamente per l'evento. Tra gli esemplari forniti, spicca il rivoluzionario Aquaracer Calibre S. Il kit include anche due modelli pluripremiati di occhiali da sole, i Golden Silmos e i Reddots.
Impegno ed entusiasmo sono da sempre alla base dello spirito che anima il mondo della moda di Louis Vuitton e l'universo dell'orologeria. Oggetti da custodire creati per misurare. Oggetti creati per i momenti di piacere e quelli sotto pressione.
Facendo tesoro di queste qualità, i grandi marinai hanno creato una squadra vincente e motti audaci che rafforzano il desiderio di lanciarsi nella sfida per l'America's Cup. L'Auld Mug continua a passare di mano in mano, ma ogni volta si tratta delle mani di grandi professionisti.

AQUARACER
L'orologio sportivo per definizione ispirato agli sport acquatici. La sua tecnologia avanzata ne fa un punto di riferimento per performance, robustezza e precisione. Con le sue 6 ineguagliabili caratteristiche tecniche di orologio subacqueo, offre un'affidabilità e una resistenza senza paragoni. Con il suo design ingegnoso, esprime il vostro stile in modo carismatico.
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Mike Birch – Il Cavaliere Delle Onde Tag Heuer
Uno skipper in solitario che ha scambiato le distese selvagge e le miniere d'oro del Canada con le onde dell'Atlantico, abbandonando la terraferma per diventare un lupo di mare.
Un amante delle regate oceaniche con un frizzante passato da avventuriero
Quando nel 1976, Mike Birch supera il traguardo al termine della sua regata, si impone su una serie di nuovi arrivati dalle carriere più disparate e improbabili. Birch manca la vittoria durante la sua prima regata transatlantica per una manciata di secondi. Una grande determinazione per un uomo abituato a sapere il fatto suo.
Un po' cowboy, un po' avventuriero, un po'vagabondo: Birch è tutto questo insieme
Dalla terraferma al mare in solitario.
Per quanto possa sembrare strano per uno skipper di fama mondiale, Mike Birch inizia a lavorare sulla terraferma come cow-boy e nelle miniere d'oro. Nel wild west canadese, doma cavalli selvaggi, cattura bestiame e se ne prende cura, oltre a lavorare come minatore. Nato a Vancouver nel 1931, si lancia nel mondo nautico nel 1959.
Abbandonate le lampade da minatore e i cavalli recalcitranti, Birch decide di prendere la via del mare, arruolandosi nell'equipaggio di un'imbarcazione a vapore diretta in Africa. Sotto coperta, conosce un gruppo di giocatori di carte e di bevitori di liquore di origine scozzese, somala, cinese, gallese e irlandese. La più dura delle scuole in mare.
Un impavido Zorro dei mari
La competitività che giaceva nel profondo del suo cuore
Nel 1976, Mike Birch prende parte all'OSTAR, la sua prima regata transatlantica in solitario. I risultati sono sorprendenti! Dopo 24 giorni 20 ore e 39 minuti di navigazione, taglia il traguardo classificandosi al secondo posto. Nel 1978, partecipa in solitario alla regata inaugurale della Via del Rum. Il suo trimarano supera per primo il traguardo, dopo aver percorso 3510 miglia nautiche da Pointe-à-Pitre in Guadalupa a Saint-Malo.
Soprannominato il "cow-boy del mare", questo mitico skipper è il soggetto ideale per un film. “Mike Birch, Riding with the Wind” racconta le avventure di un uomo alle prese con le condizioni climatiche più inclementi e imprevedibili.
L'intrepido marinaio decide di prendere parte personalmente alla costruzione delle imbarcazioni utilizzate. Per entrare nell'anima delle mastodontiche creazioni con cui domina le onde del mare, collabora a diversi progetti con architetti navali come Walter Greene e Rejean Desgagnes.
Un uomo pronto a dominare l'imprevedibile, dai cavalli alle onde del mare
Grinta e coraggio sulla terraferma come in mare
Un tuttofare che mostra grinta e coraggio sulla terraferma come in mare, affrontando a testa alta qualunque sfida proposta, è destinato a diventare una leggenda. A casa in Quebec, questo moderno James Dean indossa una t-shirt bianca sotto la camicia di cotone blu: un look che ha ormai fatto suo.
Un uomo dalle qualità paragonabili a quelle di esploratori e avventurieri come Cristoforo Colombo, Errol Flynn e il Capitano Jack Sparrow: personaggi nati e segnati dal mare e dai cavalli.
Uno spirito audace che non molla mai. Nel 2004, all'età di 73 anni, arriva secondo alla Transat Quebec-Saint-Malo. Questo skipper intercontinentale, nato sulle coste del Pacifico, può davvero dire di aver dominato l'Atlantico. La sua forza d'animo e il suo coraggio gli hanno valso un posto di pieno diritto nel museo TAG Heuer.

AQUARACER
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I Porti Di Tutto Il Mondo Sognano L'America's Cup | Tag
Lo storico premio dedicato alle imbarcazioni oceaniche più veloci e audaci al mondo è entrato nel XXI secolo. Il fronte di battaglia si estende ormai da Marsiglia a Valencia e, oltre a creare diverse occasioni mondane, attira un numero crescente di nuovi team nazionali.
Un mix potente di nuovi marinai, mass media e notevoli quantità di denaro.
Un grande premio attorno a cui ruotano barche velocissime, grandi magnati e un pubblico incredibile. Nuovi attori tentano di accaparrarsi il bottino, mentre ai grandi magnati del passato, cui bramano i nuovi organizzatori, si uniscono i sindaci di alcune delle città portuali più belle al mondo.
Le imbarcazioni più veloci e audaci al mondo
I contendenti per l'edizione del 2007 erano Marsiglia, Malmo-Skane, Trapani e la vincitrice, Valencia. La città spagnola ha creato per l'evento la più grande struttura di questo millennio: il Port America's Cup. E l'impegno è stato premiato: domenica 1° luglio 2007 erano attesi 87.547 visitatori.
In occasione della 32° edizione dell'America’s Cup, è stata creata una marina di un milione di metri quadri, con 650 ormeggi e quartieri per le 12 squadre presenti, oltre a un servizio di traghetti per i visitatori.
Con statistiche e scommesse da capogiro, il nuovo secolo lascia poco spazio ai timidi. Per l'edizione del 2007, oltre 100 reti televisive hanno assicurato una copertura mondiale con 2500 ore di trasmissione. Le 6700 testate accreditate hanno inoltre pubblicato oltre 100.000 articoli.
Grandi scommesse per grandi scommettitori
Anche la gente comune ha potuto immergersi nella scia delle barche più veloci al mondo.
Nel fine settimana del 30 giugno - 1° luglio 2007, 2000 imbarcazioni hanno permesso ai numerosi visitatori di assistere da vicino alle sfide intercorse per conquistare il mitico trofeo. Anche la gente comune ha così potuto immergersi nella scia delle barche più veloci al mondo.
Nel 1995, il TAG Heuer Challenge, capitanato dall'australiano Chris Dickson, è arrivato alle semifinali della Louis Vuitton Cup. Nel 2003, TAG Heuer si è unita al BMW Oracle Racing e insieme, sono arrivati alle finali della Louis Vuitton Cup. Per l'occasione, la maison ha lanciato il Link Searacer, un cronografo esclusivo ritenuto capace di assicurare alle barche partenze da sogno. Alcuni mesi dopo, con a bordo Jean Christophe Babin - attuale CEO e presidente di TAG Heuer - come 17° membro dell'equipaggio, BMW Oracle si è imposto durante la regata inaugurale della Moet Cup su Alinghi, vincitore della XXI edizione dell'America's Cup.
Nel 2005, TAG Heuer si è unita al China Team, aprendo un nuovo capitolo nella storia dell'America’s Cup. L'evento è stato celebrato con il Cronografo Aquaracer Calibre S, il primo modello analogico a utilizzare la lancetta centrale dei minuti e dei secondi per il contro alla rovescia delle regate. Al cronografo è seguita la raffinata collezione di occhiali da sole Avant-Garde Eyewear.
Via... via col vento
Il figlio del drago, un simbolo di potenza, nobiltà, velocità ed eleganza.
"Per vincere occorre partecipare due o tre volte e accumulare esperienza e conoscenze" ha dichiarato Jean-Christophe Babin, CEO di TAG Heuer. Nel frattempo, la sfida pare voltarsi verso oriente.
Il Qingdao International Yacht Club, che ha ospitato gli eventi velici durante le Olimpiadi di Pechino del 2008, racchiude le speranze della Cina. L'imbarcazione oceanica che, per la prima volta, ha concretizzato il sogno della Cina si chiama Longtze, il figlio del drago, un simbolo di potenza, nobiltà, velocità ed eleganza.
Nonostante l'ambito trofeo d'argento di Cowes abbia trascorso la maggior parte del tempo nella Grande Mela, continua a essere ambito in ogni parte del mondo. Nel 1851, gli americani sono riusciti a strapparlo alla Britannia e ad attribuirvi il proprio nome, ma il secolo successivo, gli australiani hanno dimostrato di saper dominare il mare molto meglio. Sarà l'Oriente il prossimo a conquistare la gloria?

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